Artisti


Tito Chini

Tito Chini, artisti

Tito Chini al lavoro

Nasce a Borgo San Lorenzo (Firenze) nel 1898. La sua era una famiglia di famosi decoratori. Egli compie studi presso la Scuola d’Arte di Piazza Santa Croce a Firenze. Collabora giovanissimo con le Fornaci San Lorenzo, delle quali dopo il 1925 diviene direttore artistico, dopo l’abbandono di questa carica da parte di Galileo. Sono notevoli i suoi tentativi per dare alla produzione della fabbrica una svolta nuova. Tra le sue opere più importanti dobbiamo ricordare le vetrate dell’Hotel Roma a Firenze, degli anni Venti, che sono forse la sua prima grande opera. Numerose sono ancora le sue opere sparse nella zona del Mugello. Sul finire degli anni Trenta collabora alla progettazione del complesso termale di Castrocaro. Per questa opera esegue numerose decorazioni sia pittoriche che in ceramica. Di grande interesse, in questo complesso, è il Padiglione delle Feste progettato dallo stesso Tito che ne cura anche l’allestimento interno. Molto interessanti sono vari pannelli sia in ceramica che dipinti e soprattutto il pavimento decorato con navi. Per quanto riguarda la sua intensa attività di pittore e decoratore dobbiamo ricordare gli affreschi eseguiti nell’Ossario Sacrario del Pasubio. Nel Duomo di Schio. Nel Tempio Ossario di Bassano del Grappa. Nel Caffé Margherita di Viareggio. Muore a Desio nel 1947.

Umberto Bellotto

Grata in bronzo, artisti

Grata in bronzo realizzata da Umberto Bellotto

Nasce a Venezia nel 1882, fu uno dei più conosciuti e stimati artigiani del ferro battuto.
Fu tra i primissimi ad unire l’arte millenaria vetraia veneziana con quella del ferro battuto. Umberto Bellotto iniziò infatti a lavorare nella bottega paterna, ereditata a 19 anni, assieme all’architetto Cesare Aurienti col quale inventò e nel 1910 brevettò una tecnica per “connubi in ferro e vetro”[. Iniziò lavorando per le ditte vetraie “artisti Barovier” e “fratelli Toso”, famose per la lavorazione a murrina.
Sin dai primi anni del Novecento collaborò con vari artisti realizzando opere di spiccato gusto Liberty. Per l’Ossario del Pasubio, su incarico dell’architetto Ferruccio Chemello, realizzò due opere, il cancello in ferro battuto che immette alla cripta, caratterizzato dal motivo delle tre croci che proiettano altrettante spade, ad evocare il sacrificio dei caduti e al centro del pavimento del Sacello la grata in bronzo che collega questo ambiente con la cripta. Anche quest’opera presenta una precisa simbologia incentrata sul motivo della stella d’Italia posta al centro della croce e collegata con quattro nodi sabaudi agli angoli dove, dentro partiture quadrate, sono rappresentati rami di ulivo, d’alloro, di quercia e di rosa.
Tra le opere più famose la cancellata della tomba di Dante Alighieri a Ravenna e le inferriate per la Banca d’Italia a Rialto.
Ha avuto nella sua carriera numerose partecipazioni alla Biennale di Venezia e alla triennale di Monza. Nel 1928 venne chiamato a Roma, dall’allora ministro per i lavori pubblici, con l’incarico di decoratore ufficiale degli edifici pubblici della capitale. Artista poliedrico nell’uso dei metalli si è cimentato anche nella realizzazione di opere in bronzo fuso a cera persa, vetro, maiolica creando vasi ornamentali dalle forme Un grande appassionato delle sue opere era Gabriele D’Annunzio.
Umberto Bellotto muore a Venezia nel 1940)